Grazie,
sono un po' imbarazzato e molto lusingato.
Spero che quanto scrivo possa essere utile.
Un carissimo abbraccio alle sorelle e fratelli di Croce Rossa del Veneto.
Luca
mercoledì 23 aprile 2014
mercoledì 16 aprile 2014
Agenzia Entrate: (oggi) no al regime tributario di favore ONLUS per i Comitati CRI
Ricevo la lettera che vedete nelle immagini, nella quale la direzione regionale dell'Agenzia Delle Entrate illustra le motivazioni per cui non ammette ad oggi che un Comitato Locale o Provinciale possa usufruire del "regime tributario di favore previsto dal d.lgs. n 460/1997" per le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale
Numerose sono le agevolazioni previste dal "regime tributario di favore" per le cosidette ONLUS (che includono le Associazioni di Volontariato cosa che i comitati non sono); cerchiamo di comprendere perchè è importante per una Associazione di Promozione Sociale potersi dichiarsi Onlus come sono le Assozioni di Volontariato:
La categoria delle ONLUS è destinataria di un regime tributario di favore per quanto riguarda:
le imposte sui redditi;
l'imposta sul valore aggiunto (IVA);
altre imposte indirette.
Con la legge "+ Dai - Versi" si è resa possibile inoltre una maggiore deducibilità delle donazioni effettuate a favore delle organizzazioni nonprofit ONLUS e si è così favorita l'attività di raccolta fondi.
A partire dal 17 marzo 2005, le imprese e le persone fisiche potranno detrarre/dedurre dal proprio reddito imponibile le eventuali donazioni destinate a favore di onlus e di altre tipologie di enti; la deducibilità è possibile per importi fino al 10% del reddito, e comunque entro un tetto massimo di € 70.000,00. Le ulteriori ipotesi di risparmio fiscale, pur se non sono cumulabili con la "+ Dai - Versi", continuano comunque a sopravvivere, e pertanto:
le persone fisiche possono beneficiare della detrazione delle imposte del 19% delle donazioni, entro un tetto massimo di € 2.065,83 (il che rende sempre più conveniente la formula "+ Dai - Versi" salvo nei casi di redditi bassissimi);
i soggetti IRES possono dedursi fino al 2% del reddito d'impresa dichiarato, oppure, in alternativa, € 2.065,83.
Dal 2006 le ONLUS possono infine concorrere al cinque per mille.
L’articolo 14 al comma 1 fornisce un’elencazione tassativa dei soggetti che possono ricevere erogazioni deducibili:
- ONLUS disciplinate dall’articolo 10, comma 1 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, comprese le c.d. “ONLUS di diritto” individuate dal comma 8 del medesimo articolo 10 e le “ONLUS parziali” previste dal comma 9 dell’articolo 10 del suddetto decreto.
Le ONLUS di diritto comprendono gli organismi di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 nonchè i consorzi di cui all’articolo 8 della predetta l. n. 381 del 1991 che abbiano la base sociale formata per il cento per cento da cooperative sociali.
Le ONLUS parziali sono gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazioni di promozione sociale, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’Interno ai sensi della legge 25 agosto 1991, n. 287, limitatamente all’esercizio delle attività elencate nel comma 1 dell’articolo 10 del d.lgs. n. 460 del 1997.
- Associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000 n. 383.
Dato il riferimento puntuale ai commi 1 e 2 del citato articolo 7 della l. n. 383 del 2000, si ritiene che beneficiarie delle erogazioni in argomento sono le Associazioni nazionali e, in virtù della previsione di cui al successivo comma 3, i relativi livelli di organizzazione territoriale e circoli affiliati aventi diritto ad automatica iscrizione nel medesimo registro nazionale.
Per associazioni di promozione sociale a carattere nazionale si intendono quelle costituite e operanti da almeno un anno, che svolgono attività di utilità sociale ai sensi dell’articolo 2 della l. n. 383 del 2000 in almeno 5 regioni e 20 province, iscritte nel registro nazionale ai sensi del regolamento approvato con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del 14 novembre 2001, n. 471.
-Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
Le fondazioni e le associazioni riconosciute cui fa riferimento la norma devono, quindi, avere acquisito la personalità giuridica e devono operare per la tutela e valorizzazione dei beni individuati agli articoli 10, 11 e 134 del citato d.lgs. n. 42 del 2004.
Le motivazioni di Agenzia delle entrate del diniego del beneficio consiste principalmente nel fatto che i comitati Locali e Provinciali non dispongono di una "piena autonomia giuridica, gestionale ed di autonoma soggettività tributaria" in quanto devono rispondere del proprio operato ai Comitati Regionali sovraordinati, devono mettere in essere le indicazioni che provengono dal Nazionale e possono da questo essere sciolti.
Chi vi scrive auspica che Agenzia delle entrate rivaluti la propria opinione anche alla luce del futuro statuto a livello nazionale che dovrebbe essere adottato nel 2015.
Numerose sono le agevolazioni previste dal "regime tributario di favore" per le cosidette ONLUS (che includono le Associazioni di Volontariato cosa che i comitati non sono); cerchiamo di comprendere perchè è importante per una Associazione di Promozione Sociale potersi dichiarsi Onlus come sono le Assozioni di Volontariato:
La categoria delle ONLUS è destinataria di un regime tributario di favore per quanto riguarda:
le imposte sui redditi;
l'imposta sul valore aggiunto (IVA);
altre imposte indirette.
Con la legge "+ Dai - Versi" si è resa possibile inoltre una maggiore deducibilità delle donazioni effettuate a favore delle organizzazioni nonprofit ONLUS e si è così favorita l'attività di raccolta fondi.
A partire dal 17 marzo 2005, le imprese e le persone fisiche potranno detrarre/dedurre dal proprio reddito imponibile le eventuali donazioni destinate a favore di onlus e di altre tipologie di enti; la deducibilità è possibile per importi fino al 10% del reddito, e comunque entro un tetto massimo di € 70.000,00. Le ulteriori ipotesi di risparmio fiscale, pur se non sono cumulabili con la "+ Dai - Versi", continuano comunque a sopravvivere, e pertanto:
le persone fisiche possono beneficiare della detrazione delle imposte del 19% delle donazioni, entro un tetto massimo di € 2.065,83 (il che rende sempre più conveniente la formula "+ Dai - Versi" salvo nei casi di redditi bassissimi);
i soggetti IRES possono dedursi fino al 2% del reddito d'impresa dichiarato, oppure, in alternativa, € 2.065,83.
Dal 2006 le ONLUS possono infine concorrere al cinque per mille.
Quali sono i Soggetti beneficiari delle erogazioni liberali deducibili?
Occorre leggere la circolare n. 39 /E del 19 agosto 2005L’articolo 14 al comma 1 fornisce un’elencazione tassativa dei soggetti che possono ricevere erogazioni deducibili:
- ONLUS disciplinate dall’articolo 10, comma 1 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, comprese le c.d. “ONLUS di diritto” individuate dal comma 8 del medesimo articolo 10 e le “ONLUS parziali” previste dal comma 9 dell’articolo 10 del suddetto decreto.
Le ONLUS di diritto comprendono gli organismi di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 nonchè i consorzi di cui all’articolo 8 della predetta l. n. 381 del 1991 che abbiano la base sociale formata per il cento per cento da cooperative sociali.
Le ONLUS parziali sono gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazioni di promozione sociale, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’Interno ai sensi della legge 25 agosto 1991, n. 287, limitatamente all’esercizio delle attività elencate nel comma 1 dell’articolo 10 del d.lgs. n. 460 del 1997.
- Associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000 n. 383.
Dato il riferimento puntuale ai commi 1 e 2 del citato articolo 7 della l. n. 383 del 2000, si ritiene che beneficiarie delle erogazioni in argomento sono le Associazioni nazionali e, in virtù della previsione di cui al successivo comma 3, i relativi livelli di organizzazione territoriale e circoli affiliati aventi diritto ad automatica iscrizione nel medesimo registro nazionale.
Per associazioni di promozione sociale a carattere nazionale si intendono quelle costituite e operanti da almeno un anno, che svolgono attività di utilità sociale ai sensi dell’articolo 2 della l. n. 383 del 2000 in almeno 5 regioni e 20 province, iscritte nel registro nazionale ai sensi del regolamento approvato con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del 14 novembre 2001, n. 471.
-Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
Le fondazioni e le associazioni riconosciute cui fa riferimento la norma devono, quindi, avere acquisito la personalità giuridica e devono operare per la tutela e valorizzazione dei beni individuati agli articoli 10, 11 e 134 del citato d.lgs. n. 42 del 2004.
Le motivazioni del diniego
Le motivazioni di Agenzia delle entrate del diniego del beneficio consiste principalmente nel fatto che i comitati Locali e Provinciali non dispongono di una "piena autonomia giuridica, gestionale ed di autonoma soggettività tributaria" in quanto devono rispondere del proprio operato ai Comitati Regionali sovraordinati, devono mettere in essere le indicazioni che provengono dal Nazionale e possono da questo essere sciolti.
Chi vi scrive auspica che Agenzia delle entrate rivaluti la propria opinione anche alla luce del futuro statuto a livello nazionale che dovrebbe essere adottato nel 2015.
lunedì 14 aprile 2014
Croce Rossa deve essere aperta a tutti. (noi ti vogliamo)
Unicità
Una sola Croce Rossa o una Mezzaluna Rossa puà essere presente in un paese.
La società Nazionale deve essere aperta a tutti.
Essa deve portare avanti il suo lavoro umanitario in tutto il suo territorio.Il testo del principio fondamentale di Unicità è triplice
Tre frasi: tre concetti fondamentali.
Questi concetti sono inclusi anche le condizioni per il riconoscimento delle Società Nazionali da parte del CICR :
Una Società Nazionale potrebbe opporsi alla creazione di un altro Croce Rossa o Mezzaluna Rossa nel suo paese . Come membri hanno convenuto di principi fondamentali , hanno l'obbligo di assicurare che nessuna altra società può essere creata sul loro territorio se hanno già riconosciuto una Società Nazionale ;
Una Società Nazionale deve aprire la sua appartenenza ad un'ampia base nella popolazione .
deve reclutare i suoi membri di tutte le etnie, da tutti i gruppi sociali e di diversa opinione all'interno del Paese per assicurare la migliore efficienza della sua azione . In ogni caso , qualsiasi discriminazione nel reclutamento di soci sarebbe una violazione del principio di unità.
Le diversità di genere, etinia, estrazione sociale, opinione sono considerate una ricchezza in seno al movimento.
Nessuno che aderisce ai Principi può essere escluso dall'essere membro del Movimento di Croce Rossa.
Una Società Nazionale deve essere attiva in tutte le parti del paese . Questo non significa necessariamente che il livello di attività deve essere lo stesso a livello nazione: il principio di imparzialità può ben giustificare che più attività sono svolte nelle parti di un paese dove i bisogni sono più grandi . Ma che cosa vieta che una regione è esclusa dalle attività di una Società Nazionale in modo discriminatorio ( ad esempio per motivi connessi con la religione , etnia , ecc.)
Una sola Croce Rossa o una Mezzaluna Rossa puà essere presente in un paese.
La società Nazionale deve essere aperta a tutti.
Essa deve portare avanti il suo lavoro umanitario in tutto il suo territorio.Il testo del principio fondamentale di Unicità è triplice
Tre frasi: tre concetti fondamentali.
Questi concetti sono inclusi anche le condizioni per il riconoscimento delle Società Nazionali da parte del CICR :
Conseguenze del principio fondamentale di unicità
Le conseguenze del principio di unità sono abbastanza facili da analizzare dal testo :Una Società Nazionale potrebbe opporsi alla creazione di un altro Croce Rossa o Mezzaluna Rossa nel suo paese . Come membri hanno convenuto di principi fondamentali , hanno l'obbligo di assicurare che nessuna altra società può essere creata sul loro territorio se hanno già riconosciuto una Società Nazionale ;
Una Società Nazionale deve aprire la sua appartenenza ad un'ampia base nella popolazione .
deve reclutare i suoi membri di tutte le etnie, da tutti i gruppi sociali e di diversa opinione all'interno del Paese per assicurare la migliore efficienza della sua azione . In ogni caso , qualsiasi discriminazione nel reclutamento di soci sarebbe una violazione del principio di unità.
Le diversità di genere, etinia, estrazione sociale, opinione sono considerate una ricchezza in seno al movimento.
Nessuno che aderisce ai Principi può essere escluso dall'essere membro del Movimento di Croce Rossa.
Una Società Nazionale deve essere attiva in tutte le parti del paese . Questo non significa necessariamente che il livello di attività deve essere lo stesso a livello nazione: il principio di imparzialità può ben giustificare che più attività sono svolte nelle parti di un paese dove i bisogni sono più grandi . Ma che cosa vieta che una regione è esclusa dalle attività di una Società Nazionale in modo discriminatorio ( ad esempio per motivi connessi con la religione , etnia , ecc.)
venerdì 11 aprile 2014
Croce Rossa - No al conflitto tra Volontari e Dipendenti
Ricevo con richiesta di pubblicazione il comunicato che segue.
Ho scelto di dar seguito alla richiesta non perchè sia a favorevole o contrario alle richieste delle sigle sindacali (ho una posizione assolutamente neutra) ma perchè nel comunicato trovo un messaggio che condivido: l'invito alla collaborazione e al rispetto tra gli operatori tutti di croce rossa che hanno pari dignità sia che abbiano fatto della propria passione un percorso professionale sia che partecipino nel proprio tempo libero.
Nel comunicato ci sono sia concetti che appoggio sia espressioni che, per carattere, non condivido pienamente
Voglio commentare la parte di messaggio di intenti nei confronti del personale volontario.
"In particolare è stato evidenziato, da tutti gli intervenuti, la necessità e la
non volontà che questa vertenza si riduca, o che qualcuno tenti
strumentalmente di ridurla, ad uno scontro tra i lavoratori ed i volontari."
E' da sottolineare come questi Operatori professionisti di Croce Rossa vogliano evitare uno scontro intestino tra lavoratori e volontari.
Al pari credo che nessun Operatore Volontario di Croce Rossa degno di questo nome cerchi uno scontro.
"L’assemblea tutta, oltre a ribadire che metterà in campo tutte le iniziative
che riterrà più opportune per difendere la dignità dei lavoratori e il posto di
lavoro stesso, respinge ogni tentativo di contrapposizione con il mondo del
volontariato."
La dichiarazione dei lavoratori è anche, a mio avviso, un monito alle forze politiche e sindacali affinchè il confronto non vada oltre il piano delle relazioni lavoratore datore di lavoro.
"In molte realtà d’Italia la convivenza tra volontari e lavoratori è un
arricchimento per l’organizzazione ed un modello di crescita civile da molti
riconosciuto: noi non vogliamo cadere nel trabocchetto di chi vuole
esasperare gli animi per interessi particolari e per giochi di potere che non
ci interessano."
Il mondo ci dice che ogni grande organizzazione, anche se composta principalmente da volontari necessita di personale che si possa dedicare 24 ore al giorno all'organizzazione stessa, perchè questo sia sostenibile e considerando che la maggioranza della popolazione attiva vive del proprio lavoro occorre il personale dipendente.
Personale che poi spesso offre si impegna anche come volontario, vi sono degli esempi illustri tra cui delegati della Federazione Internazionale che nella Società Nazionale italiana sono quadri ai massimi livelli oppure personale dipendente che spalla a spalla con numerosi volontari ha gestito campi di emergenza o seguito la parte logistica di Solferino partecipando a pieno diritto e giusto orgoglio alla Fiaccolata momento di tutti i membri del movimento.
Quindi ben venga l'invito a non cedere all'esasperazione anche se auspico e credo che nessuno voglia "esaperare gli animi per interessi particolari e per giochi di potere", questi ipotetici soggetti andrebbero condotti alla ragionevolezza e, solo in extrema ratio, ignorati.
"Riconosciamo il valore del volontariato e chiediamo ai volontari di
riconoscere il valore del lavoro: solo così sarà possibile superare questo
difficile momento in modo non traumatico per nessuno e trovare soluzioni
che non creino conflittualità e che rispettino la dignità di tutti"
Reciproco rispetto e ricerca della soluzione... bhè come non essere in accordo?
Ho scelto di dar seguito alla richiesta non perchè sia a favorevole o contrario alle richieste delle sigle sindacali (ho una posizione assolutamente neutra) ma perchè nel comunicato trovo un messaggio che condivido: l'invito alla collaborazione e al rispetto tra gli operatori tutti di croce rossa che hanno pari dignità sia che abbiano fatto della propria passione un percorso professionale sia che partecipino nel proprio tempo libero.
Nel comunicato ci sono sia concetti che appoggio sia espressioni che, per carattere, non condivido pienamente
Voglio commentare la parte di messaggio di intenti nei confronti del personale volontario.
"In particolare è stato evidenziato, da tutti gli intervenuti, la necessità e la
non volontà che questa vertenza si riduca, o che qualcuno tenti
strumentalmente di ridurla, ad uno scontro tra i lavoratori ed i volontari."
E' da sottolineare come questi Operatori professionisti di Croce Rossa vogliano evitare uno scontro intestino tra lavoratori e volontari.
Al pari credo che nessun Operatore Volontario di Croce Rossa degno di questo nome cerchi uno scontro.
"L’assemblea tutta, oltre a ribadire che metterà in campo tutte le iniziative
che riterrà più opportune per difendere la dignità dei lavoratori e il posto di
lavoro stesso, respinge ogni tentativo di contrapposizione con il mondo del
volontariato."
La dichiarazione dei lavoratori è anche, a mio avviso, un monito alle forze politiche e sindacali affinchè il confronto non vada oltre il piano delle relazioni lavoratore datore di lavoro.
"In molte realtà d’Italia la convivenza tra volontari e lavoratori è un
arricchimento per l’organizzazione ed un modello di crescita civile da molti
riconosciuto: noi non vogliamo cadere nel trabocchetto di chi vuole
esasperare gli animi per interessi particolari e per giochi di potere che non
ci interessano."
Il mondo ci dice che ogni grande organizzazione, anche se composta principalmente da volontari necessita di personale che si possa dedicare 24 ore al giorno all'organizzazione stessa, perchè questo sia sostenibile e considerando che la maggioranza della popolazione attiva vive del proprio lavoro occorre il personale dipendente.
Personale che poi spesso offre si impegna anche come volontario, vi sono degli esempi illustri tra cui delegati della Federazione Internazionale che nella Società Nazionale italiana sono quadri ai massimi livelli oppure personale dipendente che spalla a spalla con numerosi volontari ha gestito campi di emergenza o seguito la parte logistica di Solferino partecipando a pieno diritto e giusto orgoglio alla Fiaccolata momento di tutti i membri del movimento.
Quindi ben venga l'invito a non cedere all'esasperazione anche se auspico e credo che nessuno voglia "esaperare gli animi per interessi particolari e per giochi di potere", questi ipotetici soggetti andrebbero condotti alla ragionevolezza e, solo in extrema ratio, ignorati.
"Riconosciamo il valore del volontariato e chiediamo ai volontari di
riconoscere il valore del lavoro: solo così sarà possibile superare questo
difficile momento in modo non traumatico per nessuno e trovare soluzioni
che non creino conflittualità e che rispettino la dignità di tutti"
Reciproco rispetto e ricerca della soluzione... bhè come non essere in accordo?
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La CNS (Carta Nazionale dei Servizi) è già a EXPO2015
La CNS (carta nazionale dei servizi) è già arrivata a +EXPO 2015
Non come stand ma come strumento abilitante (ed è proprio questa la sua funzione!)
Per iscriversi al Catalogo per i Partecipanti ad Expo 2015 i fornitori potranno effettuare l'iscrizione in via telematica utilizzando la Carta Nazionale dei Servizi come strumento di indentificazione.
Il Catalogo per i Partecipanti ad Expo 2015 è l’ambiente virtuale per presentarsi ai Paesi partecipanti e supportarli nella progettazione, costruzione ed allestimento del loro padiglione, attraverso l’erogazione di servizi o la fornitura di prodotti.
Al momento risultano già iscritte oltre 500 aziende,
che coprono in modo omogeneo tutte le merceologie presenti a sistema.
Circa il 70% delle imprese registrate risultano essere PMI.
Per
registrarsi è necessario accedere online al Catalogo http://fornitori.expo2015.org/ tramite CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
o una qualsiasi Smart Card che permetta di apporre una firma digitale
con valore legale; il sistema riconosce e riporta quindi (tramite
verifica di Telemaco sul Registro delle Imprese) i dati societari che
occorre confermare.
In seguito, bisogna accettare il Regolamento di
iscrizione e il pagamento della somma simbolica. Prima di avviare la
registrazione, è richiesto all’impresa/professionista di verificare la
presenza del proprio settore di attività implementato sul Catalogo.
Considerando l'importanza dell'evento e il notevole numero di aziende iscritte, principalmente PMI si può comprendere come, almeno per le imprese, la CNS sia uno strumento abilitante per i servizi sia in termini di diffusione che di semplicità d'uso.
Adesso l'attenzione delle PPAA è quella di offrire sempre più servizi online non solo per le imprese ma anche ai cittadini e la CNS sta "dando una mano".
Vedi alcuni servizi accessibili per il cittadino con la CNS
Comune di Calenzano FI attivazione CNS e servizi
giovedì 10 aprile 2014
croce rossa- riunione sospensione privatizzazione
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Nella lettera si trova che tra le preoccupazioni espresse dal Presidente Nazione vi è che l'ordinanza in questione, unita alle manifestazioni sindacali e agli articoli di giornale oltre che rallentare l'iter di privatizzazione possa fornire "una immagine distorta e falsa dell'associazione."
In chiusura alla lettera si trova poi un invito a far sentire forte la voce dei Presidenti stessi.
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Cerchiamo di comprendere cosa recita nelle motivazioni l'ordinanza in questione: "Osservato ad un primo e sommario esame che il ricorso (n.d.r. di richiesta di sospensione) appare provvisto dei necessari profili di fondatezza, atteso che il differimento (n.d.r. al 01/01/2015) della privatizzazione appare interessare, secondo una lettura letterale nonchè ancorata a canoni di logicità e coerenza anche i comitati locali e provinciali".
In poche parole si tratta di problema di interpretazione della norma, oserei dire quasi "tecnico", ma non pare assolutamente che la privatizzazione sia stata messa in dubbio.
Vero però che una sospensione ad iter già iniziato crei delle difficoltà amministrative, al pari sono certo che la direzione generale sia in grado di fornire le giuste indicazioni per evitare disagi all'operatività.
Riguardo al richiamo sulla stampa ho cercato di trovare gli articoli a cui possa fare riferimento la lettera inviata ai presidenti, potrebbe forse trattarsi di quelli che seguono:
Primo stop alla privatizzazione della Cri
La Stampa - 2 giorni fa
E' arrivato il primo stop all'iter di privatizzazione della Croce Rossa. La terza sezione del Tribunale Amministrativo del Lazio ha ordinato la ...
E' guerra sulla privatizzazione della Cri
La Stampa - 5 giorni fa
...
Come di solito: chi volesse dire la propria può utilizzare la sezione commenti.
Riguardo al richiamo sulla stampa ho cercato di trovare gli articoli a cui possa fare riferimento la lettera inviata ai presidenti, potrebbe forse trattarsi di quelli che seguono:
Primo stop alla privatizzazione della Cri
La Stampa - 2 giorni fa
E' arrivato il primo stop all'iter di privatizzazione della Croce Rossa. La terza sezione del Tribunale Amministrativo del Lazio ha ordinato la ...
E' guerra sulla privatizzazione della Cri
La Stampa - 5 giorni fa
30/mar/2014 - La privatizzazione della Croce Rossa, che in alcune regioni d'Italia produrrà i suoi primi effetti sugli stipendi del personale già a partire
www.ilgiorno.it › Lombardia
Milano, 30 marzo 2014 - «Vogliono rimettere a posto i conti della Croce Rossa utilizzando il precariato»: la privatizzazione dello storico ente di soccorso, nato amercoledì 9 aprile 2014
mi sa che son fesso
Nel 1921 Giuseppe Prezzolini
(giornalista, scrittore e aforista) pubblica Codice della vita
italiana, una raccolta di aforismi edita da La Voce,
in cui fa una divertente caricatura dell'Italia e degli italiani. Queste le parole con cui Prezzolini, ne L’italiano inutile (1954), ricorda questa sua opera:
"Quando finì la guerra, avevo fatto altre conoscenze.
Ero stato negli uffici militari imboscato. Ero tornato in una zona di guerra
dopo Caporetto. Avevo istruito truppe nelle retrovie. Avevo acquistato una
maggior esperienza. Il frutto era stato Il codice della vita italiana. Mi dicon che se n’occuparon una volta in seduta dei ministri i capi del
fascismo, indecisi se farmi bastonare, o lasciar andare, senza permettere
una seconda edizione. Non ce ne fu bisogno. Pochi lo comprarono".
Il primo capitolo, qui di seguito riportato
integralmente, è dedicato alle due fondamentali categorie in cui, secondo Prezzolini, si
possono suddividere i cittadini italiani: i furbi e i fessi.
Mi sa che rientro nella seconda categoria e sinceramente ne sono orgoglioso (eh si che son fesso!)
Mi sa che rientro nella seconda categoria e sinceramente ne sono orgoglioso (eh si che son fesso!)
*****
Capitolo I
Dei furbi e dei fessi
1. I cittadini italiani si
dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
2. Non c'è una definizione di fesso. Però: se uno
paga il biglietto intero in ferrovia, non entra gratis a teatro; non
ha un commendatore zio, amico della moglie e potente nella
magistratura, nella Pubblica Istruzione ecc.; non è massone o
gesuita; dichiara all'agente delle imposte il suo vero reddito;
mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. questi è un
fesso.
3. I furbi non usano mai parole chiare. I fessi
qualche volta.
4. Non bisogna confondere il furbo con
l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui.
5. Il furbo è sempre in un posto che si è meritato
non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
6. Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza
sapere è un furbo.
7. Segni distintivi del furbo: pelliccia,
automobile, teatro, restaurant, donne.
8. I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei
fini.
9. Dovere: è quella parola che si trova nelle
orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per
loro.
10. L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I
fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti
l'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
11. Il fesso, in generale, è stupido. Se non fosse
stupido avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.
12. Il fesso, in generale, è incolto per
stupidaggine. Se non fosse stupido, capirebbe il valore della
cultura per cacciare i furbi.
13. Ci sono fessi intelligenti e colti, che
vorrebbero mandar via i furbi. Ma non possono:
1) perché sono fessi;
2) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.
1) perché sono fessi;
2) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.
14. Per andare avanti ci sono due sistemi. Uno è
buono, ma l'altro è migliore. Il primo è leccare i furbi. Ma riesce
meglio il secondo che consiste nel far loro paura: 1) perché non c'è
furbo che non abbia qualche marachella da nascondere; 2) perché non
c'è furbo che non preferisca il quieto vivere alla lotta, e la
associazione con altri briganti alla guerra contro questi.
15. Il fesso si interessa al problema della
produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della
distribuzione.
16. L'Italiano ha un tale culto per la furbizia,
che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.
Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia,
ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia
stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per
la vendetta.
Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente - che non si trova nei libri - insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.
Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente - che non si trova nei libri - insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.
Croce Rossa Ancona - Como dimissioni
con nota del 19/03/2014 il Presidente Regionale Marche ha trasmesso le dimissioni dall'incarico di presidente del comitato provinciale Ancona e di commissario del Comitato Locale Ancona lunedì scorso sono stati nominati i commissari.
La guida del comitato provinciale è stata affidata a Fabio Cecconi (Presidente Regionale Marche) così come da questi stesso suggerito mentre il compito di gestione del comitato locale capoluogo è stata affidata a Maurizio Coracci
Anche a Nord cambio di vertice legato a dimissioni: Il 21/03/2014 il presidente del comitato Provinciale CRI di Como ha comunicato le dimissioni del presidente del comitato locale del comune capoluogo e ha, contestualmente, proposto la propria nomina a commissario; proposta che è stata accolta.
La guida del comitato provinciale è stata affidata a Fabio Cecconi (Presidente Regionale Marche) così come da questi stesso suggerito mentre il compito di gestione del comitato locale capoluogo è stata affidata a Maurizio Coracci
Anche a Nord cambio di vertice legato a dimissioni: Il 21/03/2014 il presidente del comitato Provinciale CRI di Como ha comunicato le dimissioni del presidente del comitato locale del comune capoluogo e ha, contestualmente, proposto la propria nomina a commissario; proposta che è stata accolta.
martedì 8 aprile 2014
Lettera Aperta Da Volontari a Volontari
Croce Rossa
Ricevo con richiesta di pubblicazione questa lettera aperta da persone con cui ho condiviso la mia attività in Croce Rossa, io Volontario "non retribuito" e i compagni di strada affianco a me Volontari "retribuiti".
Voglio riportarlo nella forma pubblicata sul sito istituzionale:
Volontario
è la persona che aderisce all'organizzazione di sua spontanea volontà e
senza alcuna costrizione, questo però non toglie che alcune prestazioni
possano essere retribuite per i dipendenti, ovvero quanti fanno una
scelta di vita professionale di aderire ai principi C.R.I e soprattutto di aiutare il prossimo sofferente
I Dipendenti della Croce Rossa Italiana (ndr presenti all'assemblea del 8 aprile 2014 e sottoscritta da altri)
Ricevo con richiesta di pubblicazione questa lettera aperta da persone con cui ho condiviso la mia attività in Croce Rossa, io Volontario "non retribuito" e i compagni di strada affianco a me Volontari "retribuiti".
Non entro nel merito della discussione e
degli episodi a cui si fa riferimento, non avendovi partecipato
direttamente non posso esprimere la mia opinione.
E ripubblicandola neppure voglio esprimere giudizi o fare miei i giudizi espressi.
Credo che si sia una fase conflittuale in atto all'interno dell'associazione, auspico vivamente che si passi dal conflitto al confronto e che ci si concentri sul risolvere le difficoltà enon ci lasci distrarre dalla tentazione di "schierarsi" da una parte o dall'altra.
Come è mia abitudine fin da ora invito chi volesse esprimere la propria opinione a utilizzare i commenti o a contattarmi.
Come mio contributo solo una riflessione di fondo:
Come notate il titolo è lettera aperta da Volontario a Volontario e poi scrivendo ho scelto di accostare due parole che sembrano in antitesi tra di loro: "Volontario" e "retribuito", non sono impazzino, ma per chi conosce il 5° principio (ri)adottato nel 1965 e formulato fin dalle origini del Mobimento non sono sono in antitesi tra di loro.E ripubblicandola neppure voglio esprimere giudizi o fare miei i giudizi espressi.
Credo che si sia una fase conflittuale in atto all'interno dell'associazione, auspico vivamente che si passi dal conflitto al confronto e che ci si concentri sul risolvere le difficoltà enon ci lasci distrarre dalla tentazione di "schierarsi" da una parte o dall'altra.
Come è mia abitudine fin da ora invito chi volesse esprimere la propria opinione a utilizzare i commenti o a contattarmi.
Come mio contributo solo una riflessione di fondo:
Voglio riportarlo nella forma pubblicata sul sito istituzionale:
VOLONTARIETÁ
La Croce Rossa è un'istituzione di soccorso, disinteressata e basata sul principio volontaristico

Vorrei tanto che la consapevolezza di questo principio porti responsabilità per una maggior predisposizione al dialogo laddove, per stanchezza o altro, fosse provvisoriamente venuto meno.
Questo mio desiderio sia per i Volontari non retribuito che per i Volontari dipendenti, ovviamente.
Lettera aperta ai Volontari della Croce Rossa Italiana
Ai Presidenti dei Comitati della Croce Rossa Italiana
Alle Volontarie e ai Volontari della Croce Rossa Italiana
Alle Volontarie e ai Volontari della Croce Rossa Italiana
In queste ultime settimane, in questi ultimi giorni, abbiamo assistito
ad una serie di eventi che mettono la Croce Rossa tutta in difficoltà,
tanto da poter compromettere lo svolgimento di quelle attività di
assistenza alla cittadinanza e alle fasce più deboli che tutti noi,
insieme, provvediamo a realizzare.
Pensare che questi momenti
debbano essere strumentalizzati come la contrapposizione di chi lotta
per il bene dell’Associazione contro le richieste di una casta
prevaricatrice che non vuole rinunciare a nulla per il bene comune, sono
il segno di una debolezza e di una grettezza di visione.
Perché è
veramente difficile poter pensare che il riconoscimento di una
sicurezza lavorativa dopo anni (10, 15 o anche 20) di precariato, di un
riscontro economico congruo all’attività svolta e di diritti lavorativi
di un paese moderno, siano richieste pretestuose di un gruppo di
lavoratori che vogliono imporre la propria volontà ad un esercito di
volontari vittime del sistema.
Forse anche i volontari non sono lavoratori che vivono difficoltà di qualche genere nel proprio ambiente lavorativo?
Strumentalizzare tali richieste è ingiusto e scellerato.
Forse sarebbe utile rivedere la storia della Croce Rossa come la storia
di una collaborazione che in molte realtà è stata esempio di rispetto
reciproco e sinergia di forze unite nel medesimo obiettivo: aiutare chi
ne ha bisogno.
Con volontari e dipendenti fianco a fianco nelle
situazioni più difficile e drammatiche, in scenari di quotidianità e di
eccezionalità, dove se non ci fosse stata una leale collaborazione la
Croce Rossa non avrebbe garantito una qualità del servizio che non ha
paragoni nel panorama nazionale.
Con dipendenti che prima erano
volontari e viceversa, e che nel rispetto reciproco del proprio ruolo e
dei propri compiti rendono grande questa Associazione.
Sarebbe esistita una Croce Rossa di soli volontari?
Sarebbe esistita una Croce Rossa di soli dipendenti?
Adesso è giunto il momento di mettere da parte chi soffia sul fuoco
dello scontro e cercare realmente di trovare le soluzioni più opportune
per tutti; quelle soluzioni saranno le migliori anche per la Croce
Rossa.
I Dipendenti della Croce Rossa Italiana (ndr presenti all'assemblea del 8 aprile 2014 e sottoscritta da altri)
lunedì 7 aprile 2014
sospeso dal TAR l'iter di privatizzazione della Croce Rossa
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E' di oggi l'ordinanza di sospensione della determinazione direttoriale 101 del direttore generale della Croce Rossa Italiana.
La determinazione sospesa riguardava gli aspetti legati alla gestione del personale e alla cassa dei vari comitati di Croce Rossa.
La motivazione con cui il giudice amministrativo ha sospeso l'ordinanza è la seguente:"il ricorso appare provvisto dei necessari profili di fondatezza, atteso che il differimento della privatizzazione appare interessare, secondo una interpretazione letterale nonchè ancorata a canoni di logicità e coerenza anche i comitati provinciali e locali(...) per effetto dell'art 4 comma 10 quater del predetto DL(legge di conversione del decreto 178/2012)"
Interpretazione che, secondo i massimi livelli della C.R.I., sarebbe palesemente errata, ma che ad oggi ha portato ad un'iterrogazione parlamentare e all'ordinanza di sospensione.
Il gioco dei tre setacci
Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.
Un giorno venne un uomo a trovare il grande filosofo, e gli disse:
- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
- Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei fare un gioco con te , il gioco dei tre dei tre setacci.
- I tre setacci?
- Ma sì, – continuò Socrate. – Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il gioco dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
- No… ne ho solo sentito parlare…
- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
- Ah no! Al contrario
- Dunque, – continuò Socrate, – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
- No, davvero.
- Allora, – concluse Socrate, – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo ?
- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
- Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei fare un gioco con te , il gioco dei tre dei tre setacci.
- I tre setacci?
- Ma sì, – continuò Socrate. – Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il gioco dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
- No… ne ho solo sentito parlare…
- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
- Ah no! Al contrario
- Dunque, – continuò Socrate, – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
- No, davvero.
- Allora, – concluse Socrate, – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo ?
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