Numerosi gli atti ed iniziative di Deputati e Senatori che riguardano la
+Croce Rossa Italiana in questo periodo .
Deputati e Senatori che siedono su diversi lati degli emicicli che compongono il parlamento si stanno interessando all'epocale trasformazione giuridica della più grande associazione Italiana
Per coloro che condividono la passione di conoscere con propria mano cosa accade in parlamento con la passione di appartenere ad uno dei più grandi movimenti di idee di questo nostro mondo regalo un piccolo e non esaustivo elenco generato tramite la consultazione della
banca dati degli "Atti di indirizzo e controllo" del
+Parlamento Italiano
la più recente interrogazione pone il dubbio di una violazione della norma in quanto secondo l'interpretazione data dagli onorevoli la data della "privatizzazione dei comitato Locali e provinciali" non sarebbe il primo gennaio scorso bensì il primo gennaio prossimo (2015) e segnala al Ministro che "
tanto la determinazione direttoriale quanto gli atti
prodromici e consequenziali violano, dunque, il dettato normativo di
cui al decreto legislativo n. 178 del 2012;"
Buona Lettura
Interrogazione a risposta scritta 4-01932
presentata da
LUCIO ROMANO
martedì 25 marzo 2014, seduta n.216
ROMANO, DI BIAGIO -
Al Ministro della salute - Premesso che:
il decreto legislativo 28 settembre 2012, n.
178, recante la riorganizzazione dell'associazione italiana della
croce rossa (CRI), ha disposto la sua trasformazione da ente pubblico in società privata;
il
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 agosto 2013, n. 125, all'art. 4, comma 10-
ter,
statuisce la trasformazione dei comitati locali e provinciali esistenti
alla data del 31 dicembre 2013, ad eccezione dei comitati delle province
autonome di Trento e Bolzano, alla data del 1° gennaio 2014 (
poi
prorogata al 1° gennaio 2015), in persone giuridiche di diritto privato;
dunque,
i comitati locali e provinciali esistenti alla data del 31 dicembre
2014, ad eccezione di quelli delle province autonome di Trento e
Bolzano, assumono, alla data del 1° gennaio 2015, la personalità
giuridica di diritto privato;
in data 18 dicembre 2013, il comitato centrale della
Croce rossa
italiana, nella persona del presidente, ha emanato con urgenza la
circolare n. 74940 contenente le linee guida per il processo di
riorganizzazione su base privatistica della CRI, ritenendo erroneamente
che i comitati locali e provinciali dovessero procedervi dal 1° gennaio
2014;
in data 27 dicembre 2013 il direttore generale della CRI ha
altresì emanato la determinazione direttoriale n. 101, notificata a
tutta la struttura centrale e periferica, contenente la delega ai
direttori regionali a procedere agli adempimenti relativi al personale e
alla cassa di cui alla citata circolare n. 74940;
il tutto viola le disposizioni di cui all'articolo 1-bis, comma 3, del decreto legislativo n. 178 del 2012, così come modificato dall'art. 4, commi 10-ter e 10-quater,
del decreto-legge n. 101, che prevedono l'emanazione di un decreto non
regolamentare del Ministro della salute di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la
semplificazione per stabilire le modalità organizzative e funzionali
dell'associazione anche con riferimento alla sua base associativa
privatizzata;
tanto la determinazione direttoriale quanto gli atti
prodromici e consequenziali violano, dunque, il dettato normativo di
cui al decreto legislativo n.
178 del 2012;
tale violazione di legge incide sui rapporti lavorativi dei dipendenti della
Croce rossa
italiana e sulle vicende economico-contabili dei comitati locali e
provinciali che invece sarebbero maggiormente garantiti da un regolare e
ponderato processo di transizione assicurato dall'emanazione del
previsto decreto ministeriale;
tale violazione impedisce ai
comitati di avvalersi dei tempi di transizione e di trasformazione
opportunamente previsti della normativa, che garantirebbero la
salvaguardia delle casse, del patrimonio immobiliare e dei loro poteri;
la
circolare, di fatto, deresponsabilizza la CRI nei confronti dei
lavoratori fino ad oggi alle sue dipendenze presso i propri comitati
locali e provinciali, attribuendo, viceversa, prematuramente oneri
economici e giuridici ai comitati del tutto depotenziati
finanziariamente;
contro questo atto sono in corso procedimenti amministrativi e giudiziari,
si
chiede di sapere quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo
intenda adottare per garantire il rispetto della normativa e la tutela
dei rapporti lavorativi dei dipendenti dei comitati locali e
provinciali.
Senato, MOZIONE 1/00222
Primo firmatario: DI BIAGIO ALDO
Gruppo: PER L'ITALIA
Data firma: 26/02/2014
Co firmatari:
- MERLONI MARIA PAOLA PER L'ITALIA (firma il 26/02/2014)
- ALBERTINI GABRIELE PER L'ITALIA (firma il 26/02/2014
- ZIN CLAUDIO (firma il 26/02/2014
- MICHELONI CLAUDIO +Partito Democratico (firma il 26/02/2014
- TURANO RENATO GUERINO +Partito Democratico (firma il 26/02/2014
- RAZZI ANTONIO +Forza Italia (firma il 26/02/2014
- AIELLO PIETRO +Nuovo Centrodestra (firma il 26/02/2014
- FAZZONE CLAUDIO +Forza Italia (firma il 26/02/2014
- MAURO GIOVANNI GRANDI AUTONOMIE E LIBERTA' (firma il 05/03/2014
- MARINELLO GIUSEPPE FRANCESCO MARIA +Nuovo Centrodestra (firma il 18/03/2014
La mozione vuole impegnare il governo:
1) ad attivarsi al fine di rivedere il decreto legislativo n. 178
del 2012 per le gravi carenze riscontrate, provvedendo al
"congelamento" di una riforma che si presenta parossistica in quanto il
risparmio a carico dello Stato, valutato in 42 milioni di euro in fase
preventiva di emanazione del decreto, che sarebbe superato dagli enormi
danni economici e occupazionali, cagionando un deficit per le
casse dello Stato valutabile in 350-400 milioni di euro e con oltre
4.000 lavoratori (tra persone civile personale militare della CRI) che
al termine della mobilità di due anni sarebbero licenziati, con relativa
tragedia per le relative famiglie;
2) a bloccare immediatamente
l'emanazione del relativo decreto a firma del Ministro della salute, per
i gravissimi danni occupazionali e per i conseguenti riflessi di natura
erariale, viste anche le critiche e le riserve espresse nella relazione
della Corte dei conti relativa alla legiferazione dell'ultimo
quadrimestre del 2012;
3) a provvedere alla creazione di un "ruolo ad esaurimento" che consentirebbe al personale militare di permanere nello status
rivestito per scelta di vita e contestualmente di garantire alla
collettività una serie di servizi essenziali in caso di calamità o di
gravi emergenze, anche di tipo sanitario, in Italia e all'estero;
4)
a rivedere l'applicabilità al personale militare della CRI
dell'estensione del trattamento pensionistico previsto per il personale
appartenente al comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso
pubblico, che comporterebbe anche la possibilità per il personale di
fruire dell'accesso alla pensione come tutti gli altri militari, con una
mobilità a regime prevista dal 2024;
5) a salvaguardare di tutti i
livelli occupazionali dei lavoratori della CRI, che non hanno alcuna
colpa in questo provvedimento crudele, iniquo e beffardo.
Altra iniziativa dei deputati del gruppo parlamentare
+Lega Nord è stata
l'interperllanza urgente del 21/01/2014 riguardante Bilancio diviso per regioni, dipendenti e proprietà dell'associazione , la risposta è stata
Premesso che i contributi totali dello Stato alla Croce Rossa Italiana
dal 2005 al 2013 ammontano ad euro 1.561.158.924,56, relativamente alle
risultanze finanziarie consolidate, si rappresenta quanto segue:
nell'anno 2010 le risultanze finanziarie complessive sono determinate
dal disavanzo delle unità territoriali (euro 9.537.284) ed un avanzo del
comitato centrale pari ad euro 272.302. I disavanzi delle unità
territoriali hanno trovato copertura mediante l'utilizzo degli avanzi di
amministrazione delle unità territoriali stesse e, pertanto, non hanno
costituito un aggravio per il bilancio del comitato centrale, che non è
dovuto intervenire per ripianarli; nell'anno 2011 le risultanze
finanziarie consolidate complessive sono determinate dal disavanzo delle
unità territoriali (euro 6.554.770,78) e dal disavanzo del comitato
centrale (euro 7.431.073,64).
I disavanzi delle unità territoriali hanno trovato anche,
nell'anno 2011, copertura mediante l'utilizzo degli avanzi di
amministrazione delle unità territoriali stesse. Per quanto riguarda il
disavanzo del comitato centrale, si rappresenta che il bilancio di
previsione per l'esercizio 2011 del comitato centrale era stato
approvato in pareggio, mediante l'utilizzo di quota parte dell'avanzo di
amministrazione pari ad euro 17.018.404.
Il giorno successivo Venerdì 14 febbraio 2014, viene avanzata un'altra
interpellanza (non urgente) chiede
se nella informativa trimestrale di monitoraggio che verrà resa alla Camera, a seguito della risoluzione approvata in data 27 novembre 2013 dalla XII Commissione della Camera, sia possibile prevedere una dettagliata illustrazione delle azioni che il Ministero ha posto in essere e intende porre in essere per la sollecita risoluzione delle criticità segnalate, nonché della tempistica prevista per l'emanazione degli attesi atti governativi. (3-00640)
L'iter per la risposta è ancora in corso.
numerose e da ogni parte politica poi altre interpellanze della Camera:
4/04197 |
CAMERA |
26/03/2014 |
|
CIRIELLI EDMONDO |
FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE |
|
4/04093 |
CAMERA |
19/03/2014 |
|
TRIPIEDI DAVIDE |
MOVIMENTO 5 STELLE |
|
4/03384 |
CAMERA |
30/01/2014 |
|
CRIMI' FILIPPO |
PARTITO DEMOCRATICO |
|
4/03145 |
CAMERA |
15/01/2014 |
|
PIAZZONI ILEANA CATHIA |
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' | | | | |
E del Senato
4/01943 |
SENATO |
26/03/2014 |
217 |
PANIZZA FRANCO |
PER LE AUTONOMIE (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE |
|
4/01932 |
SENATO |
25/03/2014 |
216 |
ROMANO LUCIO |
PER L'ITALIA |
|
Si hanno poi alcune risposte importanti come quella del 20 marzo scorso:
Alcune risposte scritte
Risposta scritta pubblicata Giovedì 20 marzo 2014
nell'allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali) 5-02401
"
Come è noto, il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, prevedeva originariamente, a partire dal 1o gennaio 2014, la costituzione di una associazione privata di interesse pubblico della Croce Rossa
Italiana, da qualificarsi come associazione di promozione sociale, alla
quale avrebbero dovuto essere trasferiti tutti i compiti svolti
prevalentemente da volontari.
L’«Ente Croce Rossa», cambiando denominazione, avrebbe dovuto svolgere funzioni di supporto tecnico-logistico dell'attività dell'Associazione.
Tale seconda fase è stata modificata dalla legge 30 ottobre 2013,
n. 125, di conversione del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101.
Le modifiche normative introdotte dispongono che:
1. l'attuale Ente Pubblico Croce Rossa Italiana mantenga lo status di Ente Pubblico – senza modificarsi in Ente Strumentale alla Croce Rossa – per ulteriori 12 mesi, fino al 31 dicembre 2014;
2. la CRI abbia una struttura territoriale a gestione
diversificata: i livelli Centrale/Regionale permangono nel perimetro
dell'Ente Pubblico, mentre i livelli provinciale/locale accedono alla
gestione privatizzata pur permanendo nel quadro dell'Associazione (e non
dell'Ente Pubblico);
3. i Comitati Locali e Provinciali (salvo i Comitati Provinciali di Trento e Bolzano), dal 1o gennaio 2014 si trasformino in Associazioni di Diritto Privato;
4. è previsto, inoltre, che, entro venti giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n.
101/2013, i predetti Comitati Locali e Provinciali, con istanza motivata
con riferimento a ragioni di carattere organizzativo, chiedano al
Presidente Nazionale della CRI il differimento, comunque non oltre il 30
giugno 2014, del termine di assunzione della personalità giuridica di
diritto privato.
La norma rinvia inoltre ad un decreto di natura
non regolamentare del Ministro della salute, di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e la
semplificazione, nonché, per quanto di competenza, con il Ministro della
difesa, con il quale vengono disciplinate le modalità organizzative e
funzionali dell'Associazione, anche con riferimento alla sua base
associativa privatizzata.
Nelle more dell'emanazione dell'anzidetto decreto, tuttavia, la Croce rossa
Italiana ha ravvisato immediatamente l'urgenza di definire almeno
alcuni aspetti basilari relativi alle modalità di impiego del personale
CRI presso i Comitati Locali e Provinciali in argomento.
È di tutta evidenza, quindi, l'inderogabile e primaria esigenza da
parte della CRI di dover adottare provvedimenti e atti di indirizzo per
garantire senza soluzione di continuità i servizi già espletati a
livello locale e provinciale per il superiore interesse della
collettività e, quindi, a tutela del singolo individuo nel pieno
rispetto della legge, attesa l'emanazione del decreto di natura non
regolamentare del Ministro della salute di cui all'articolo 1-bis, comma 3, del decreto legislativo n. 178/2012 e successive modificazioni.
A riguardo, si segnala la nota prot. 74940 del 18 dicembre 2013
con la quale il Presidente Nazionale della CRI ha diramato gli
adempimenti che, a partire dal 1o gennaio 2014, dovevano essere adottati dai Comitati Locali e Provinciali in rispetto al predetto decreto legislativo 178/2012, e successive modifiche, in ordine alle seguenti tematiche:
1. Assetto giuridico e posizione fiscale;
2. Personale;
3. Rapporti attivi e passivi, gestione finanziaria e di cassa,
convenzioni, immatricolazioni automezzi, mutui e leasing, assicurazioni;
4. Contenzioso;
5. Archivi.
Con particolare riguardo al Personale, la
citata nota è da considerarsi come linee guida provvisorie da applicare a
partire dal 1o gennaio 2014 per l'impiego del personale con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato, del personale a tempo
determinato il cui contratto di lavoro permaneva in vigore ai sensi
dell'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 178/2012, che continuerà a essere impiegato presso i Comitati locali e provinciali in attuazione all'articolo 1-bis,
comma 4, del decreto, nonché il contratto di riferimento per i rapporti
con le Agenzie di somministrazione e lavoro individuato temporaneamente
in quello del CCNL EPNE.
Inoltre, nel corso del mese di febbraio 2014, si è riunito in due
sedute il tavolo tecnico di cui all'articolo 6, comma 5, del decreto
legislativo 178/2012, e successive
modifiche, alla quale hanno partecipato i rappresentanti del
Dipartimento della funzione pubblica, dei Ministeri della salute,
dell'economia e delle finanze e della difesa, della CRI, delle Regioni, e
delle organizzazioni sindacali del personale CRI, che ha individuato
nel contratto Anpas quello che si ritiene sia maggiormente tutelante per
il personale anche dal punto di vista retributivo.
Per quanto attiene al decreto di cui all'articolo 1-bis, comma 3, del decreto legislativo n. 178/2012,
inoltre, è stato presentato alle organizzazioni sindacali lo schema di
decreto di natura non regolamentare del Ministro della salute di cui
all'articolo 1-bis, comma 3 del decreto legislativo 178/2012 e successive modifiche, che si auspica verrà adottato prossimamente."
Ovviamente chi volesse segnalare ulteriori documenti è invitato a farlo nella sezione commenti